Partiamo da un concetto molto semplice, ossia che l’Italia è uno dei 15 Paesi più industrializzati del mondo.

Chiaramente se l’Italia vuole cogliere l’ondata tecnologica e digitale della 4a rivoluzione industriale dovrà cogliere i cambiamenti in atto a partire dall’organizzazione della fabbrica che si baserà sui processi e la collaborazione.

Mai più un’organizzazione gerarchica e funzionale ma strutture agili e collaborative che valorizzino le potenzialità offerte dalla  digitalizzazione e dalla connettività.

Saranno fondamentali le capacità relazionali delle persone e l’abilità nello svolgere attività interattive.

Come?

Valorizzando i non-cognitive skills, cioè quegli aspetti del carattere e della personalità quali estroversione, amicalità, coscienziosità, stabilità emotiva, apertura mentale.

Caratteristiche che non serviranno solo per lavorare meglio con altre persone, ma soprattutto con le macchine.

La robotica collaborativa

La persona quindi è al centro di Industry 4.0 per arrivare alla robotica collaborativa.

Un robot collaborativo è un robot leggero, creato appunto per interagire con l’uomo, e pertanto privo di spigoli, talvolta ricoperto da imbottiture che attutiscono gli effetti di eventuali impatti.

I robot collaborativi sono a basso costo e non sostituiranno i tradizionali e pesanti robot industriali, ma, al contrario, apriranno le strade a nuovi settori del manifatturiero.

Le attività in cui si vedrà un crescente aumento della robotica saranno quelle con un alto tasso di ripetitività, come il confezionamento e l’assemblaggio.

Robot più intelligenti

I robot collaborativi sono molto più intelligenti ed andranno ad interagire con l’uomo per svolgere le mansioni fastidiose .

Saranno estremamente intelligenti perchè dovranno operare attraverso i Big Data raccolti e sulla base di questi intraprendere le azioni più opportune.

Ecco i profili le caratteristiche dei professionisti serviranno
Le competenze specialistiche sono legate alle tecnologie abilitanti che costituiranno l’ossatura dell’Industria 4.0.

Quindi ci vorranno :

  • ingegneri in grado di padroneggiare l’Intelligenza Artificiale, il Machine Learning, l’Analisi dei Big Data;
  • tecnici che sappiano interagire con i Robot Collaborativi, con gli strumenti della Realtà Virtuale e  Aumentata, ed interconnettere gli IoT;

E tutto questo insieme alle soft skills, le competenze «personali» ed «emotive» dell’individuo.

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