“I giovani non hanno voglia di lavorare”- un mito da sfatare

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Ah, i giovani d’oggi!  tutta una manica di fannulloni! Vogliono  lo stipendio facile, poca voglia di imparare, e appena hanno imparato, vanno via dall’azienda, lasciandoti in brache di tela!” Uno dei punti in comune  di (quasi) tutti gli imprenditori e responsabili d’azienda.

Intanto “Ah,  i giovani d’oggi!” è una espressione usata da ogni generazione, sin dalla notte dei tempi. Una mia collaboratrice l’ha letta in una lettera di una lettera di un (allora notissimo) industriale del XIX secolo (200 anni fa)!

Inoltre, io sono fermamente convinto che se non troviamo giovani menti disposte a scommettere sulla nostra azienda, la responsabilità sia tutta nostra delle nostre aziende.  E infatti le aziende start up, o aziende dove c’è una grande responsabilizzazione sui risultati, hanno la fila di candidati.

Questo è confermato da una ricerca della Force Manager :  i risultati si possono individuare in due direttrici base:

  • i millennials non lavorano (solo) per lo stipendio.
    I giovani tendono a essere attratti (sicuramente) da una buona posizione economica, eppure…il 60% degli intervistati dimostra una sensibilità spiccata (quantificabile in circa 250 euro al mese) verso la  possibilità di poter gestire in modo equilibrato lavoro e vita privata, con la possibilità di organizzare il proprio tempo in modo più autonomo e indipendente.
  • i millennials cercano la motivazione per entrare in una azienda ma (soprattutto) per restarci. Finiti i tempi dei nonni, bisnonni e (in parte) genitori che hanno passato la loro vita in una/massimo due aziende, i millennials considerano la fidelizzazione non come una cosa ovvia  , ma come un plus che l’azienda deve conquistarsi.

Come ha scritto David Tomás” è essenziale che i millennial, così come ogni altro dipendente, non sentano che questi obiettivi sono stati imposti, ma piuttosto li considerano come propri per ottenere il massimo dal loro impegno e coinvolgimento con la compagnia “.

Ecco perchè  le aziende smart (davvero smart) non hanno problemi a selezionare e a fidelizzare le persone più brillanti.

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